Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi. Binance ha dichiarato di aver sostituito il 95% degli asset rubati e che i prelievi si stavano stabilizzando.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did the $6.3 billion Binance hack around October 29, which the FBI attributed to North Korea’s TraderTraitor group previously linked to. Article summary: The hack triggered a withdrawal shutdown followed by billions of dollars in customer outflows when Binance reopened, while the exchange said it was replacing stolen assets and withdrawals were stabilising.[3][9][11] The . Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers,
Il furto di asset digitali per 6,3 miliardi di dollari ha spinto Binance a sospendere i prelievi e poi a riattivarli gradualmente. Quando i clienti hanno potuto tornare a spostare i propri fondi, sono usciti dall’exchange miliardi di dollari: i deflussi netti hanno raggiunto 3,64 miliardi nel primo periodo rilevato e circa 4,7 miliardi entro lunedì mattina a Londra. È una reazione significativa, ma questi numeri non dimostrano da soli né una vendita generalizzata di criptovalute né l’insolvenza di Binance.3
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Il furto è avvenuto il 29 ottobre 2026. Binance ha sospeso i prelievi mentre gestiva l’incidente di sicurezza e ha iniziato a ripristinarli il 1° novembre. La prima fase ha riguardato Bitcoin, Ether e alcune stablecoin; Reuters ha riferito che comprendeva 15 asset crypto.8
11 In seguito, l’FBI ha attribuito il furto al gruppo nordcoreano TraderTraitor. La società di analisi blockchain TRM Labs ha stimato che circa 6,36 miliardi di dollari siano transitati attraverso dieci blockchain, per la maggior parte nell’arco di circa 20 minuti.
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La riapertura graduale ha fatto sì che, durante la sospensione iniziale, i clienti non potessero prelevare tutti contemporaneamente. Con il ripristino del servizio è arrivata una forte ondata di richieste: un primo test visibile della fiducia degli utenti dopo la violazione.9
Tra le 06:00 e le 15:30 GMT del 1° novembre, Binance ha elaborato 4,649 miliardi di dollari in prelievi e 1,01 miliardi in depositi. Il deflusso netto riportato è stato di circa 3,64 miliardi.3
11 Sottraendo gli importi arrotondati si ottengono 3,639 miliardi, una cifra che arrotondata coincide con il dato comunicato.
Lunedì mattina a Londra i prelievi netti erano saliti a circa 4,7 miliardi di dollari, secondo Bloomberg.17 Questo totale successivo non contraddice la dichiarazione di Binance secondo cui l’attività di prelievo si stava stabilizzando: il ritmo delle uscite può rallentare mentre il totale cumulativo continua a crescere.
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Le notizie hanno usato anche valori patrimoniali diversi per contestualizzare i deflussi. Reuters ha descritto i 3,64 miliardi iniziali come il 2,1% degli asset di Binance; un post della piattaforma indicava asset per 171 miliardi di dollari.3
19 Bloomberg ha riportato invece circa 4,7 miliardi di prelievi netti, meno del 4% rispetto a un valore patrimoniale di 128 miliardi.
17 Si tratta di importi e basi di confronto diversi: le percentuali non sono direttamente comparabili. Nessuna delle due, da sola, dimostra la solvibilità dell’exchange o l’assenza di rischi.
Binance ha dichiarato di usare fondi propri per acquistare token sostitutivi. Secondo Reuters, la stima di copertura è passata dal 90% al 95%; la parte restante era composta da token meno liquidi, potenzialmente più difficili da reperire rapidamente.2
3 Reuters ha inoltre riferito che Binance aveva coperto circa 6 miliardi di dollari dell’impatto da 6,3 miliardi.
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Si tratta di una cifra comunicata dall’azienda per gli acquisti di sostituzione, non della prova che tutti gli asset rubati siano stati recuperati. Separatamente, Binance ha affermato che i prelievi si stavano stabilizzando dopo l’impennata iniziale.3 Sono misure presentate dall’exchange per rassicurare i clienti, ma non cancellano l’ondata di uscite né costituiscono una verifica indipendente della sua situazione finanziaria.
Uscire da un exchange non significa necessariamente vendere. Chi preleva Bitcoin o Ether può trasferirli su un wallet personale o su un’altra piattaforma, senza venderli. I deflussi netti misurano la differenza tra depositi e prelievi da Binance, non le vendite effettuate dai clienti sull’intero mercato.
Le fonti disponibili non isolano l’effetto sui prezzi. Le notizie documentano l’ondata di prelievi, la risposta di Binance e le richieste degli exchange di rafforzare la sicurezza e condividere più informazioni. Non quantificano, però, l’impatto del furto sui prezzi di Bitcoin o Ether, né separano il suo eventuale effetto da quello di altre dinamiche di mercato.3
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Un furto di queste dimensioni può generare flussi di segno opposto. Se gli asset sottratti vengono venduti, possono aumentare la pressione al ribasso; gli acquisti di token sostitutivi da parte di Binance, invece, potrebbero creare domanda. Senza dati su tempi, importi e modalità di esecuzione di queste operazioni, non è possibile calcolare l’effetto netto sulla base delle informazioni disponibili.
La conclusione più solida riguarda quindi la fiducia dei clienti e la continuità operativa: l’hack ha provocato una sospensione temporanea dei prelievi e, alla riapertura, miliardi di dollari di deflussi netti. Sono cifre rilevanti, ma non provano da sole che i clienti abbiano venduto, che si sia verificato un particolare movimento dei prezzi o che Binance fosse in una crisi di solvibilità.
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Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi.
Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi. Binance ha dichiarato di aver sostituito il 95% degli asset rubati e che i prelievi si stavano stabilizzando.
L’FBI ha attribuito il furto al gruppo nordcoreano TraderTraitor. Le fonti disponibili non quantificano l’effetto netto dell’hack sui prezzi di Bitcoin o Ether.
Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi. Binance ha dichiarato di aver sostituito il 95% degli asset rubati e che i prelievi si stavano stabilizzando.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did the $6.3 billion Binance hack around October 29, which the FBI attributed to North Korea’s TraderTraitor group previously linked to. Article summary: The hack triggered a withdrawal shutdown followed by billions of dollars in customer outflows when Binance reopened, while the exchange said it was replacing stolen assets and withdrawals were stabilising.[3][9][11] The . Topic tags: general, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers,
Il furto di asset digitali per 6,3 miliardi di dollari ha spinto Binance a sospendere i prelievi e poi a riattivarli gradualmente. Quando i clienti hanno potuto tornare a spostare i propri fondi, sono usciti dall’exchange miliardi di dollari: i deflussi netti hanno raggiunto 3,64 miliardi nel primo periodo rilevato e circa 4,7 miliardi entro lunedì mattina a Londra. È una reazione significativa, ma questi numeri non dimostrano da soli né una vendita generalizzata di criptovalute né l’insolvenza di Binance.3
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Il furto è avvenuto il 29 ottobre 2026. Binance ha sospeso i prelievi mentre gestiva l’incidente di sicurezza e ha iniziato a ripristinarli il 1° novembre. La prima fase ha riguardato Bitcoin, Ether e alcune stablecoin; Reuters ha riferito che comprendeva 15 asset crypto.8
11 In seguito, l’FBI ha attribuito il furto al gruppo nordcoreano TraderTraitor. La società di analisi blockchain TRM Labs ha stimato che circa 6,36 miliardi di dollari siano transitati attraverso dieci blockchain, per la maggior parte nell’arco di circa 20 minuti.
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La riapertura graduale ha fatto sì che, durante la sospensione iniziale, i clienti non potessero prelevare tutti contemporaneamente. Con il ripristino del servizio è arrivata una forte ondata di richieste: un primo test visibile della fiducia degli utenti dopo la violazione.9
Tra le 06:00 e le 15:30 GMT del 1° novembre, Binance ha elaborato 4,649 miliardi di dollari in prelievi e 1,01 miliardi in depositi. Il deflusso netto riportato è stato di circa 3,64 miliardi.3
11 Sottraendo gli importi arrotondati si ottengono 3,639 miliardi, una cifra che arrotondata coincide con il dato comunicato.
Lunedì mattina a Londra i prelievi netti erano saliti a circa 4,7 miliardi di dollari, secondo Bloomberg.17 Questo totale successivo non contraddice la dichiarazione di Binance secondo cui l’attività di prelievo si stava stabilizzando: il ritmo delle uscite può rallentare mentre il totale cumulativo continua a crescere.
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Le notizie hanno usato anche valori patrimoniali diversi per contestualizzare i deflussi. Reuters ha descritto i 3,64 miliardi iniziali come il 2,1% degli asset di Binance; un post della piattaforma indicava asset per 171 miliardi di dollari.3
19 Bloomberg ha riportato invece circa 4,7 miliardi di prelievi netti, meno del 4% rispetto a un valore patrimoniale di 128 miliardi.
17 Si tratta di importi e basi di confronto diversi: le percentuali non sono direttamente comparabili. Nessuna delle due, da sola, dimostra la solvibilità dell’exchange o l’assenza di rischi.
Binance ha dichiarato di usare fondi propri per acquistare token sostitutivi. Secondo Reuters, la stima di copertura è passata dal 90% al 95%; la parte restante era composta da token meno liquidi, potenzialmente più difficili da reperire rapidamente.2
3 Reuters ha inoltre riferito che Binance aveva coperto circa 6 miliardi di dollari dell’impatto da 6,3 miliardi.
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Si tratta di una cifra comunicata dall’azienda per gli acquisti di sostituzione, non della prova che tutti gli asset rubati siano stati recuperati. Separatamente, Binance ha affermato che i prelievi si stavano stabilizzando dopo l’impennata iniziale.3 Sono misure presentate dall’exchange per rassicurare i clienti, ma non cancellano l’ondata di uscite né costituiscono una verifica indipendente della sua situazione finanziaria.
Uscire da un exchange non significa necessariamente vendere. Chi preleva Bitcoin o Ether può trasferirli su un wallet personale o su un’altra piattaforma, senza venderli. I deflussi netti misurano la differenza tra depositi e prelievi da Binance, non le vendite effettuate dai clienti sull’intero mercato.
Le fonti disponibili non isolano l’effetto sui prezzi. Le notizie documentano l’ondata di prelievi, la risposta di Binance e le richieste degli exchange di rafforzare la sicurezza e condividere più informazioni. Non quantificano, però, l’impatto del furto sui prezzi di Bitcoin o Ether, né separano il suo eventuale effetto da quello di altre dinamiche di mercato.3
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Un furto di queste dimensioni può generare flussi di segno opposto. Se gli asset sottratti vengono venduti, possono aumentare la pressione al ribasso; gli acquisti di token sostitutivi da parte di Binance, invece, potrebbero creare domanda. Senza dati su tempi, importi e modalità di esecuzione di queste operazioni, non è possibile calcolare l’effetto netto sulla base delle informazioni disponibili.
La conclusione più solida riguarda quindi la fiducia dei clienti e la continuità operativa: l’hack ha provocato una sospensione temporanea dei prelievi e, alla riapertura, miliardi di dollari di deflussi netti. Sono cifre rilevanti, ma non provano da sole che i clienti abbiano venduto, che si sia verificato un particolare movimento dei prezzi o che Binance fosse in una crisi di solvibilità.
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Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi.
Dopo la riapertura dei prelievi il 1° novembre, i clienti hanno ritirato 3,64 miliardi di dollari netti nel primo intervallo misurato; il totale è poi salito a circa 4,7 miliardi. Binance ha dichiarato di aver sostituito il 95% degli asset rubati e che i prelievi si stavano stabilizzando.
L’FBI ha attribuito il furto al gruppo nordcoreano TraderTraitor. Le fonti disponibili non quantificano l’effetto netto dell’hack sui prezzi di Bitcoin o Ether.