I BRICS non hanno creato una moneta comune né si sono impegnati ad abbandonare il dollaro al vertice di Nuova Delhi. L’avvertimento di Donald Trump su dazi del 100% riguardava un’ipotetica valuta sostitutiva del dollaro; la minaccia di un ulteriore 10% inquadrava invece l’allineamento ai BRICS come una sfida geopoli...
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Il 18° vertice BRICS di Nuova Delhi ha prodotto un importante consenso politico, non una nuova moneta. La Dichiarazione di Nuova Delhi, adottata il 12 settembre, ha delineato un’agenda ampia su commercio, finanza e riforma della governance globale, compreso il lavoro per pagamenti transfrontalieri più rapidi e accessibili. Non ha però lanciato una valuta BRICS comune né impegnato i membri a sostituire il dollaro statunitense. 4
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Questa distinzione è essenziale per leggere sia il vertice sia il rinnovato linguaggio americano sui dazi. I BRICS stanno creando più opzioni per regolare il commercio al di fuori dei canali basati sul dollaro; non stanno ancora costruendo le istituzioni necessarie a un sistema monetario unificato.
La dichiarazione, articolata in 140 paragrafi, invita alla cooperazione sulle questioni economiche e finanziarie e critica misure tariffarie e non tariffarie unilaterali, sanzioni e altre restrizioni economiche coercitive. Il testo è stato calibrato per il consenso: non cita gli Stati Uniti, neppure là dove le preoccupazioni coincidono chiaramente con le controversie su dazi e sanzioni. 4
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Sui pagamenti, l’impostazione è pragmatica, non rivoluzionaria. I membri hanno sostenuto la prosecuzione dei lavori su meccanismi che rendano i pagamenti oltreconfine più rapidi, economici, accessibili e sicuri, insieme a un maggiore uso delle valute nazionali quando i singoli paesi lo ritengano utile. La dichiarazione riconosce inoltre che non esiste un modello universale e che le priorità nazionali differiscono. 11
In altre parole, il progetto nell’immediato è la diversificazione dei pagamenti:
È qualcosa di sostanzialmente diverso dall’emissione di una moneta condivisa, dalla creazione di una banca centrale comune o dalla sostituzione del dollaro come principale valuta di riserva e di scambio nel mondo.
L’avvertimento di Trump su dazi del 100% era rivolto ai membri BRICS che avessero creato o sostenuto una valuta destinata a rimpiazzare il dollaro. Ha inoltre minacciato un dazio aggiuntivo del 10% per i paesi che si allineassero a quelle che ha definito politiche BRICS «antiamericane». 46
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Le minacce riguardano dunque una preoccupazione strategica più ampia rispetto alle misure specifiche contenute nella dichiarazione. Anche il regolamento limitato in valute locali e i collegamenti alternativi tra sistemi di pagamento possono ridurre, almeno marginalmente, la dipendenza dalle infrastrutture legate al dollaro. Dal punto di vista di Washington, i dazi aumentano il costo potenziale di trasformare questi accordi tecnici in una sfida politica ed economica più coordinata.
Il linguaggio del vertice indica però che i membri hanno cercato anche di gestire questo rischio. L’India ha esplicitamente affermato di non sostenere una moneta BRICS comune né un progetto apertamente anti-dollaro; New Delhi punta invece sul regolamento in valute nazionali e sui pagamenti digitali per abbassare i costi del commercio transfrontaliero. 40
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Secondo quanto riportato, il 96% del commercio bilaterale tra India e Russia può ormai essere regolato in rupie e rubli attraverso accordi di pagamento in evoluzione. 21 È una dimostrazione significativa: il regolamento in valuta locale può espandersi quando due paesi hanno sufficienti volumi di scambio, incentivi convergenti e infrastrutture adeguate.
Ma un successo bilaterale non si estende automaticamente a tutti i BRICS. Un sistema più ampio dovrebbe risolvere questioni ben più complesse:
L’enfasi della dichiarazione su un approccio flessibile riflette proprio questi vincoli. 11 Fatturare e regolare in valuta locale può ridurre la dipendenza dal dollaro in specifici corridoi commerciali, senza creare una rete monetaria comune utilizzabile su vasta scala.
Il vertice ha dimostrato che i BRICS possono produrre un testo condiviso su un’agenda molto ampia. Ma ha anche mostrato quanta cautela diplomatica serva per riuscirci. Sulla situazione in Medio Oriente, il comunicato ha espresso profonda preoccupazione e chiesto «massima moderazione», senza attribuire responsabilità a nessun paese. 1
Questa formulazione prudente è arrivata in un contesto di forti tensioni fra Iran ed Emirati Arabi Uniti, entrambi membri del gruppo. Reuters ha riferito prima del vertice che gli Emirati avevano sospeso commerci e transazioni finanziarie con l’Iran dopo attacchi missilistici iraniani durante il conflitto. 17 Un blocco i cui membri interrompono direttamente scambi e flussi finanziari per ragioni di conflitto ha limiti evidenti come piattaforma per accordi di pagamento integrati.
Il problema più generale è la diversità strategica. I membri BRICS possono condividere critiche verso sanzioni, dazi o la concentrazione dell’influenza nelle istituzioni guidate dall’Occidente, pur restando divisi su sicurezza, esposizione commerciale e finalità ultima del gruppo. Il consenso su principi generali non crea un’autorità monetaria comune, una politica fiscale condivisa o una strategia estera unificata.
Gli indicatori più rilevanti della de-dollarizzazione BRICS saranno l’attuazione, non la retorica dei vertici. Da seguire in particolare:
Nuova Delhi ha spinto i BRICS verso una maggiore diversificazione finanziaria, non verso un sostituto del dollaro. La dichiarazione sostiene il regolamento in valute nazionali, la cooperazione sui sistemi di pagamento e la riforma delle istituzioni globali, ma resta ben lontana da una moneta comune o da un’uscita collettiva dal commercio basato sul dollaro. 4
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Le minacce tariffarie di Trump mostrano che anche alternative graduali sono politicamente sensibili. Possono frenare alcuni governi e imprese, ma allo stesso tempo rafforzare l’incentivo a mantenere canali di pagamento di riserva. Per ora, la de-dollarizzazione dei BRICS va letta come un insieme graduale di iniziative bilaterali e tecniche, non come una sfida monetaria unitaria e credibile al ruolo globale del dollaro.
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I BRICS non hanno creato una moneta comune né si sono impegnati ad abbandonare il dollaro al vertice di Nuova Delhi.
I BRICS non hanno creato una moneta comune né si sono impegnati ad abbandonare il dollaro al vertice di Nuova Delhi. L’avvertimento di Donald Trump su dazi del 100% riguardava un’ipotetica valuta sostitutiva del dollaro; la minaccia di un ulteriore 10% inquadrava invece l’allineamento ai BRICS come una sfida geopolitica più ampia.
I meccanismi India Russia mostrano che il regolamento in rupie e rubli può funzionare bilateralmente — secondo quanto riportato, fino al 96% degli scambi — ma non costituiscono un sistema monetario comune dei BRICS.