Secondo i dati riportati, USDT ha aggiunto circa 1,6 milioni di detentori nella settimana terminata il 23 agosto 2026, contro circa 591.100 per USDC: un vantaggio vicino a 3 a 1. Nello stesso periodo, l’offerta circolante di USDC è aumentata di circa 1,76 miliardi di dollari, mentre quella di USDT è cresciuta di cir...
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Tether’s USDT compare with Circle’s USDC in new-holder growth during the week ending August 23, 2026, and what does this reveal abou. Article summary: USDT added about 1.6 million new holders in the week ending August 23, versus roughly 591,100 for USDC—nearly a 3:1 lead. That is notable because USDC gained more circulating supply that week, suggesting Tether retained . Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fa
I dati riportati sul numero di detentori assegnano a Tether un vantaggio netto su Circle nella settimana terminata il 23 agosto 2026: circa 1,6 milioni di nuovi detentori per USDT, contro circa 591.100 per USDC. Il rapporto è quindi vicino a 3 a 1 a favore della stablecoin di Tether. 6
Il dato diventa particolarmente interessante se confrontato con l’offerta circolante. Nella stessa settimana, USDC ha aumentato la propria offerta di circa 1,76 miliardi di dollari, mentre USDT è cresciuto di circa 143 milioni. 1 In altre parole, USDC avrebbe attirato più nuova liquidità in termini di token, mentre USDT avrebbe conquistato molti più portafogli e account.
Le due metriche non sono equivalenti. La crescita dell’offerta può riflettere liquidità istituzionale, riserve delle tesorerie, inventario degli exchange o domanda per il regolamento delle transazioni. Il numero di detentori può invece indicare una diffusione più ampia tra wallet e utenti, anche se non corrisponde necessariamente al numero di persone uniche.
Al 23 agosto, USDT era anche molto più grande per capitalizzazione: circa 183,2 miliardi di dollari, contro circa 73,6 miliardi per USDC. 5 Questa dimensione offre a Tether un rilevante effetto rete su exchange, mercati peer-to-peer e trasferimenti internazionali.
Il confronto tra i detentori va comunque letto con cautela. Una singola persona può controllare più indirizzi, mentre le fonti disponibili non dimostrano che USDT abbia sostituito le valute nazionali su scala economica generale. La conclusione più solida è più circoscritta: nella settimana osservata, la crescita dei detentori di USDT ha superato nettamente quella di USDC. 4
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L’amministratore delegato di Tether, Paolo Ardoino, ha indicato Venezuela, Argentina, Bolivia e Turchia come mercati in cui l’uso di USDT sarebbe in aumento. Tra i fattori citati figurano l’indebolimento delle valute locali, la scarsità di dollari fisici, l’inflazione e l’accesso limitato ai servizi finanziari tradizionali. Gli impieghi riportati includono risparmio, scambi peer-to-peer, transazioni commerciali e regolamento degli scambi internazionali. 50
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Questo aiuta a spiegare come USDT possa aggiungere molti detentori anche in presenza di una crescita più contenuta dell’offerta. Un utente non deve necessariamente conservare un saldo elevato: anche una piccola quantità di USDT può offrire accesso a un asset digitale legato al dollaro, a un mercato peer-to-peer o a un metodo per regolare un pagamento senza disporre di un conto bancario in dollari.
Secondo i resoconti sulle dichiarazioni di Ardoino, in Venezuela USDT viene utilizzato per il regolamento delle importazioni e delle esportazioni, per l’attività commerciale, il risparmio e le transazioni domestiche. 51
La distinzione importante è tra uso infrastrutturale e semplice scommessa sul prezzo delle criptovalute: in questo contesto USDT funziona come un dollaro digitale trasferibile tra diverse controparti.
In Bolivia, alcuni esercizi commerciali avrebbero esposto prezzi collegati a USDT, utilizzando un tasso di riferimento basato sulle informazioni giornaliere sul cambio provenienti dalla banca centrale boliviana attraverso Binance. 59
L’esempio mostra come un mercato peer-to-peer della stablecoin possa diventare un riferimento pratico quando il tasso ufficiale e quello di mercato divergono o quando l’accesso ai dollari fisici è difficoltoso.
Le fonti secondarie citate nella ricerca descrivono utenti argentini che ricorrono a un’esposizione al dollaro tramite mercati peer-to-peer, mentre l’inflazione e la fiducia nei risparmi in valuta locale restano motivo di preoccupazione. Una delle ricostruzioni cita un’inflazione mensile del 3,4% nel marzo 2026, ma il dato proviene da un resoconto secondario e non da una pubblicazione statistica primaria presente tra le fonti disponibili. 56
La Turchia presenta uno schema simile. Un resoconto secondario, che cita le prospettive del Fondo monetario internazionale, colloca l’inflazione vicino al 23% nel 2026 e descrive USDT come strumento per risparmi e regolamenti legati al dollaro. 54
Il punto non è che ogni cittadino stia abbandonando la lira per USDT, ma che l’instabilità valutaria può creare domanda per strumenti digitali denominati o ancorati al dollaro e facilmente accessibili.
Tra luglio 2022 e giugno 2025, l’America Latina ha registrato circa 1.500 miliardi di dollari in transazioni legate alle criptovalute; le stablecoin ancorate al dollaro hanno rappresentato una parte consistente di questi flussi. 49
La cifra riguarda l’attività crypto nel suo complesso e non deve essere interpretata come volume di transazioni esclusivamente in USDT. Indica però la dimensione del mercato regionale in cui le stablecoin vengono utilizzate anche per accedere al dollaro, inviare rimesse, conservare valore e regolare pagamenti commerciali.
Le evidenze sostengono l’ipotesi di una domanda strutturale, ma non dimostrano una sostituzione generalizzata delle valute fiat. Le fonti disponibili non offrono una misura pubblica e standardizzata della quota di una singola economia nazionale che dipende da USDT.
La capitalizzazione inferiore di USDC non significa che Circle stia perdendo in ogni categoria. Il segnale più forte nei dati disponibili riguarda i pagamenti: a luglio 2026, la spesa monitorata con carte collegate alle criptovalute ha raggiunto 1,04 miliardi di dollari, distribuiti su oltre 10 milioni di transazioni. Le stablecoin ancorate al dollaro hanno finanziato più del 70% dell’attività; USDC ha rappresentato il 50,8% dei volumi monitorati, contro il 20,3% di USDT. 17
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Il confronto non è quindi un semplice gioco a somma zero. USDT sembra più forte nella distribuzione retail, nella liquidità peer-to-peer e nei casi d’uso dei mercati emergenti. USDC mantiene invece un ruolo rilevante nei pagamenti con carta e nelle piattaforme in cui contano i rapporti con gli emittenti, gli standard di conformità e l’integrazione istituzionale.
Anche i dati sull’offerta rafforzano questa distinzione: nella settimana considerata, la circolazione di USDC è cresciuta molto più di quella di USDT, nonostante l’aumento dei detentori di USDT sia stato nettamente superiore. 1
6 USDC potrebbe quindi attirare saldi più consistenti o liquidità istituzionale, mentre USDT amplia la propria base di utenti e di account transazionali.
Nella stessa settimana si è registrato un forte recupero degli ETF spot statunitensi sulle criptovalute. Tra il 17 e il 21 agosto, gli ETF su Bitcoin hanno raccolto circa 1,918 miliardi di dollari di afflussi netti, mentre quelli su Ethereum hanno attirato circa 697 milioni, per un totale vicino a 2,6 miliardi di dollari: la settimana combinata più forte dall’ottobre 2025. 33
Un’attività istituzionale di questo tipo può aumentare la domanda di stablecoin utilizzate come garanzia per il trading, asset di regolamento e liquidità sugli exchange. Non spiega però necessariamente tutta la crescita dei detentori di USDT: gli esempi a livello nazionale indicano anche una domanda legata a pagamenti, risparmio e commercio transfrontaliero. 50
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Anche i grandi eventi di emissione vanno interpretati con prudenza. Le fonti descrivono emissioni combinate di USDT e USDC per miliardi di dollari in periodi brevi, ma la quantità di token emessi non coincide con la domanda netta. I token possono essere creati in previsione di attività di trading, per il market making, come garanzia, per l’inventario degli exchange o per i regolamenti; in seguito, l’emissione può essere compensata da riscatti. 12
Un nuovo conio può quindi segnalare una maggiore capacità di liquidità senza prevedere in modo affidabile se Bitcoin, ether o altre criptovalute saliranno o scenderanno.
Il vantaggio di quasi 3 a 1 nella crescita settimanale dei detentori mostra che, nel periodo misurato, USDT ha mantenuto il motore di acquisizione utenti più forte. Il suo vantaggio emerge soprattutto nei mercati in cui le persone cercano un asset legato al dollaro, trasferibile e accessibile, mentre affrontano svalutazione monetaria, scarsità di contante in dollari o accesso limitato al sistema bancario. 6
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La crescita più rapida dell’offerta di USDC e la sua leadership nei volumi monitorati delle carte indicano invece una forza diversa: saldi più consistenti e attività finanziaria integrata nelle piattaforme di pagamento. 1
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La lettura più chiara non è dunque che USDT abbia sconfitto USDC. È che l’adozione delle stablecoin si sta dividendo in canali sovrapposti ma distinti: USDT guida la portata globale e la liquidità informale in dollari digitali; USDC resta molto competitivo nei pagamenti e nei circuiti istituzionali e regolamentati.
Il prossimo banco di prova sarà capire se la crescita dei detentori di USDT si tradurrà in un’attività transazionale stabile e se l’espansione dell’offerta di USDC porterà a un uso quotidiano più ampio.
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Secondo i dati riportati, USDT ha aggiunto circa 1,6 milioni di detentori nella settimana terminata il 23 agosto 2026, contro circa 591.100 per USDC: un vantaggio vicino a 3 a 1.
Secondo i dati riportati, USDT ha aggiunto circa 1,6 milioni di detentori nella settimana terminata il 23 agosto 2026, contro circa 591.100 per USDC: un vantaggio vicino a 3 a 1. Nello stesso periodo, l’offerta circolante di USDC è aumentata di circa 1,76 miliardi di dollari, mentre quella di USDT è cresciuta di circa 143 milioni: detentori e quantità emessa misurano forme diverse di domanda.
USDT sembra più forte nella distribuzione retail, nella liquidità peer to peer e nei mercati dove l’accesso ai dollari è difficile; USDC resta molto competitivo nei pagamenti con carta, dove ha rappresentato il 50,8%...