Tra le principali pressioni sui costi vengono citati i chip di nuova generazione prodotti con processo a 2 nanometri e la memoria. Un’analisi basata su dati TrendForce stima che il costo dei materiali, o BOM (bill of materials), di un iPhone 18 Pro da 256 GB potrebbe aumentare di circa il 38% su base annua, soprattutto per il rincaro della memoria.
Un altro report ha indicato una forte crescita stimata del costo del modulo DRAM. Inoltre, Apple ha segnalato che i costi della memoria erano ancora in aumento entrando nel trimestre di settembre.
Apple potrebbe assorbire una parte di questi rincari, trasferirli sui consumatori oppure combinare prezzi più elevati e una diversa composizione della gamma. Più consistente sarà l’aumento, però, più l’azienda dovrà dimostrare che i modelli Pro offrono un valore sufficiente a non frenare la domanda di sostituzione.
Una gamma autunnale composta principalmente da modelli Pro e da un pieghevole premium farebbe quasi certamente aumentare l’ASP, cioè il prezzo medio di vendita dell’iPhone. Il mix disponibile includerebbe infatti una quota maggiore di dispositivi costosi, mentre diverse indiscrezioni collocano il pieghevole ben oltre i prezzi degli smartphone tradizionali.
Gli effetti possibili sono però contrapposti:
La vera domanda, quindi, non è se l’ASP aumenterà. Se il mix riportato dovesse concretizzarsi, è molto probabile che succeda. Il nodo è capire se il ricavo e l’utile aggiuntivi per dispositivo supereranno le perdite dovute agli acquisti rinviati, a una minore conversione verso i modelli Pro o a una disponibilità limitata.
Le indiscrezioni citano diversi possibili aggiornamenti per i modelli Pro, tra cui il chip A20 Pro, miglioramenti alle fotocamere e una Dynamic Island più piccola. Altre specifiche circolate online restano non confermate e Apple non ha ancora annunciato i nuovi smartphone.
Il primo iPhone pieghevole sarebbe ancora sulla buona strada per un lancio nel consueto periodo di settembre, insieme ai modelli Pro, nonostante le precedenti preoccupazioni sui problemi produttivi. Questo, però, non elimina i rischi: un dispositivo pieghevole di prima generazione aggiungerebbe complessità a display, cerniera, rendimenti produttivi e approvvigionamento.
Anche il calendario non è definitivo. Le notizie legate ai fornitori sostengono un lancio autunnale per la serie Pro e una finestra nel primo trimestre del 2027 per iPhone 18 standard. Nello stesso periodo potrebbero arrivare anche iPhone 18e e la seconda generazione di iPhone Air, entrambi ampiamente indicati dalle indiscrezioni.
Apple non ha confermato la data dell’evento, i nomi commerciali, i prezzi o le date di vendita.
I risultati del terzo trimestre fiscale 2026 offrono agli investitori elementi a sostegno della forza della domanda e del potere di prezzo di Apple. I ricavi hanno raggiunto il record di 109,4 miliardi di dollari nel trimestre di giugno, con una crescita annua del 16%. I ricavi iPhone sono aumentati del 22%, arrivando a 54,3 miliardi di dollari, mentre l’utile diluito per azione è salito del 29% a 2,02 dollari.
Questi numeri suggeriscono che Apple riesce ancora a vendere hardware premium anche quando i prezzi aumentano. Il trimestre, però, ha beneficiato anche di elementi temporanei: l’azienda ha spiegato che il margine lordo del 50,1% comprendeva un effetto positivo di circa due punti percentuali dovuto ai rimborsi sui dazi. Anche l’EPS includeva un impatto favorevole di 0,11 dollari legato agli stessi rimborsi.
I risultati rafforzano quindi la fiducia nel business, ma non garantiscono che una gamma iPhone 18 più costosa avrà successo. Anche la previsione di Apple per il trimestre di settembre dovrà essere valutata alla luce della disponibilità dei componenti, dei costi della memoria e del calendario dei modelli rinviati.
La tesi rialzista è lineare: Apple potrebbe utilizzare il periodo natalizio per indirizzare i clienti verso dispositivi Pro a maggiore margine, aumentare i prezzi per compensare l’inflazione dei componenti e trasformare il pieghevole in un prodotto simbolo. La crescita recente degli iPhone suggerisce inoltre che la domanda non stia ancora cedendo in modo evidente.
Anche lo scenario ribassista, però, è concreto. Prezzi più alti possono ridurre il tasso di sostituzione, mentre un lancio concentrato sui modelli premium lascia meno alternative agli acquirenti attenti al budget. I problemi della catena di fornitura potrebbero limitare proprio i prodotti chiamati a sostenere il trimestre. Un pieghevole di prima generazione potrebbe inoltre creare difficoltà sui rendimenti produttivi e sui margini. Bank of America e Morgan Stanley hanno sottolineato sia il potenziale di un pieghevole molto costoso sia il rischio che i costi del display comprimano il margine lordo.
Per gli investitori, le prove decisive arriveranno dall’esecuzione, non dalle indiscrezioni: prezzi ufficiali, disponibilità al lancio, vendite iniziali, composizione del mix e risultati dei trimestri successivi. Fino a quel momento, il piano riportato per iPhone 18 sostiene una tesi credibile di aumento dell’ASP, ma non garantisce un incremento dei ricavi complessivi degli iPhone, dei volumi venduti o del prezzo del titolo Apple.