Il rialzo di PEPE del 21–22 settembre 2026 sembra legato soprattutto alla corsa generale delle criptovalute, non a una notizia specifica sul token. Il 21 settembre PEPE ha raggiunto brevemente circa 0,00000515 dollari: le rilevazioni di quei giorni indicavano un guadagno settimanale vicino o superiore al 40% e una capitalizzazione tornata sopra i 2 miliardi di dollari.
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Come lo short squeeze ha accelerato la corsa
Mentre Bitcoin si avvicinava a 87.000 dollari, un rapporto segnalava 919 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni short nel mercato delle criptovalute. Quando il prezzo sale, chi ha scommesso sul ribasso può essere costretto a chiudere la posizione: queste chiusure possono aggiungere pressione al rialzo.
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Anche su PEPE le liquidazioni degli short sono state consistenti, ma le cifre pubblicate fotografano momenti diversi. Una rilevazione su 24 ore riportava 2,27 milioni di dollari di short liquidati su 3,04 milioni complessivi; un’altra 2,33 milioni su 4,09 milioni. Non sono importi da sommare. Nel secondo caso, inoltre, gli short rappresentavano circa il 57% del totale, non «quasi tre quarti» come affermava quel rapporto.
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Cosa dicevano i futures, e cosa no
Secondo una delle rilevazioni, l’open interest sui futures PEPE — il valore delle posizioni ancora aperte — era salito di oltre il 30%, a 418,65 milioni di dollari. Nello stesso rapporto, il volume degli scambi risultava aumentato di oltre il 200%, a 1,5 miliardi di dollari, e il tasso di finanziamento era positivo, allo 0,0306%.
31 Sono segnali di intensa attività speculativa: il finanziamento positivo indica che chi manteneva posizioni al rialzo pagava per farlo. Non dimostrano, però, che il prezzo fosse destinato a continuare a salire.
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Il rischio dopo lo strappo
Un indice di forza relativa (RSI) vicino a 75 segnalava un movimento già molto esteso. All’epoca, gli analisti indicavano 0,00000502 dollari come riferimento per il breakout e 0,00000567 dollari come possibile obiettivo successivo; sul fronte dei ribassi, guardavano a 0,00000456 e alla precedente linea di tendenza discendente intorno a 0,00000414 dollari.
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Sono livelli storici, non segnali operativi attuali: il massimo intraday di 0,00000515 dollari aveva già superato il primo riferimento e una rilevazione del 24 settembre collocava di nuovo la capitalizzazione di PEPE sotto i 2 miliardi di dollari.
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32 Senza un catalizzatore specifico per PEPE identificato, la questione era se gli acquisti potessero sostenere il prezzo una volta esaurite le chiusure forzate degli short. Le posizioni a leva e il finanziamento positivo aumentavano anche il rischio di un brusco ripiegamento se il sentiment fosse cambiato.
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