Il 23 settembre 2026 un tribunale federale dello Stato di Washington ha riconosciuto a Nintendo 4,5 milioni di dollari di danni legali contro James «Archbox» Williams e ha disposto un’ingiunzione permanente. La decisione è arrivata dopo che Williams non ha risposto alla causa: è quindi una sentenza in contumacia, non l’esito di un processo in cui entrambe le parti hanno discusso le prove.
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La somma è calcolata su 30 videogiochi elencati nella denuncia di Nintendo, non su un conteggio verificato di tutti i titoli che sarebbero stati distribuiti. L’azienda aveva chiesto 150.000 dollari per ciascun gioco, il massimo previsto dalla legge statunitense per la violazione intenzionale del copyright.
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Le accuse sui negozi online e Reddit
Nintendo ha accusato Williams di aver creato, gestito, sostenuto e promosso una rete di negozi online che offrivano ampie raccolte di giochi piratati per Switch. Secondo la denuncia, sarebbe stato coinvolto in diversi negozi dal 2019 e li avrebbe pubblicizzati presso comunità online.
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Williams è stato inoltre identificato come ex moderatore di r/SwitchPirates, una comunità su Reddit dedicata alla pirateria su Switch. Secondo le ricostruzioni delle accuse di Nintendo, avrebbe chiesto carte regalo del Nintendo eShop e copie di giochi, che sarebbero poi state usate per ottenere titoli da copiare e distribuire attraverso i negozi.
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Questi elementi vanno letti come accuse presentate nel caso, non come conclusioni raggiunte dopo un processo con prove e repliche di entrambe le parti. Le fonti disponibili non confermano l’esistenza di un livello di accesso a pagamento né documentano un totale verificato di centinaia o migliaia di giochi. Il calcolo dei danni si basa invece sui 30 titoli indicati nella denuncia.
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Come si arriva a 4,5 milioni
Il conto è diretto: 150.000 dollari moltiplicati per 30 giochi danno un totale di 4,5 milioni di dollari. Nintendo aveva chiesto il massimo previsto per ciascun titolo, sulla base della violazione intenzionale del copyright.
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Non si tratta di una stima delle vendite perse da Nintendo. È una somma stabilita secondo il sistema dei danni legali previsto dalla normativa statunitense sul copyright. Poiché Williams non si è difeso, il tribunale ha pronunciato la sentenza in contumacia invece di esaminare le accuse in un processo contestato.
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Cosa impone l’ingiunzione permanente
Oltre al risarcimento, il tribunale ha concesso a Nintendo un’ingiunzione permanente. Secondo le ricostruzioni dell’ordinanza, Williams deve disattivare l’accesso ai negozi online che gestisce o controlla e che offrivano giochi Nintendo piratati. L’ingiunzione limita anche la distribuzione di giochi piratati e di strumenti per aggirare le protezioni.
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Per concedere un’ingiunzione permanente, il tribunale deve considerare, tra gli altri aspetti, se ci sia stato un danno irreparabile, se il risarcimento in denaro sia sufficiente, come si bilancino le difficoltà per le parti e quale sia l’interesse pubblico.
19 Gli estratti disponibili non riportano l’analisi completa di ciascun criterio, quindi è meglio non attribuire alla decisione motivazioni più dettagliate di quelle documentate. Una dichiarazione del giudice riportata dalla stampa afferma che Nintendo aveva dimostrato la promozione di negozi con giochi piratati e software per aggirare le protezioni, l’incoraggiamento ad aggiungere giochi ai cataloghi e l’assistenza alla distribuzione nonostante la consapevolezza della violazione del copyright.
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Accuse, mancata difesa e decisione: tre piani distinti
Per capire la portata della sentenza occorre separare tre elementi: le accuse di Nintendo su una rete di negozi e sulla sua promozione; la mancata risposta di Williams alla causa; e la decisione del tribunale, che ha riconosciuto i danni e disposto l’ingiunzione. È questa distinzione a spiegare sia il calcolo dei 4,5 milioni sia perché la decisione non vada confusa con un verdetto emesso dopo un processo completo.
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