Il CEO di Intel, Lip Bu Tan, ha dichiarato che l’azienda riesce a coprire solo circa metà della domanda di CPU dei clienti. La diffusione dell’inferenza e degli agenti IA può aumentare il lavoro affidato alle CPU, che affiancano le GPU senza sostituirle.
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Il CEO di Intel, Lip-Bu Tan, ha dichiarato alla conferenza .conf26 di Splunk che l’azienda riesce a soddisfare solo circa metà della domanda di CPU espressa dai clienti. Tra i fattori che alimentano la richiesta ha indicato la crescita dei carichi di lavoro legati all’inferenza e agli agenti di intelligenza artificiale. A frenare una risposta più rapida ci sono vincoli di fornitura, tra cui la disponibilità di substrati per il packaging. La domanda di CPU si aggiunge a quella di GPU: non significa che queste ultime non servano più. 1
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L’addestramento e l’inferenza sono fasi diverse del lavoro di un sistema di IA. Le GPU sono centrali in molte attività di addestramento e di esecuzione dei modelli; servono però anche processori general purpose per coordinare le operazioni, gestire i flussi di controllo e svolgere altri compiti intorno all’inferenza. Quando le applicazioni diventano agenti capaci di compiere azioni in più passaggi, questa attività di coordinamento può accrescere il fabbisogno di CPU. 2
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È questa la spiegazione dal lato della domanda proposta da Tan. Non dimostra che ogni agente IA richieda la stessa quantità di capacità CPU, né che la domanda di processori stia prendendo il posto di quella di GPU: nei sistemi di IA, i due tipi di chip svolgono ruoli diversi. 7
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Nel quadro descritto da Tan, la pressione interessa anche la catena di fornitura. Tra i punti critici ha citato i substrati per il packaging, oltre alla difficoltà di aumentare abbastanza in fretta la disponibilità di CPU per soddisfare le richieste dei clienti. 4
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Intel aveva già parlato di vincoli di offerta durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre. La società ha registrato ricavi per 16,1 miliardi di dollari, in aumento del 25% su base annua; nella trascrizione della conference call ha inoltre riferito che i limiti di fornitura persistevano nonostante la forte domanda. Questi dati aiutano a inquadrare la situazione, ma la crescita dei ricavi, da sola, non indica quale quota della carenza dipenda da un singolo componente o limite produttivo. 2
Tan ha sostenuto che le aziende del settore dovrebbero distribuire gli ordini di produzione su più foundry, invece di dipendere così tanto da un unico fornitore dominante. Ha presentato l’attività foundry di Intel come una possibile alternativa a TSMC, mentre cresce la domanda di chip per l’IA. 20
L’argomento riguarda la struttura della capacità produttiva di chip: non prova che la foundry di Intel possa eliminare subito la carenza di CPU o il vincolo sui substrati. La distanza tra le richieste dei clienti e i processori disponibili resta una sfida di capacità, non la prova che Intel l’abbia già colmata. 1
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Gli investitori avevano già reagito alla storia della domanda di CPU prima del 2 ottobre. Il 21 settembre le azioni Intel erano salite del 12,1%, dopo notizie che collegavano l’agente IA Muse di Meta alle aspettative di una maggiore domanda di processori. È una lettura del mercato, non la prova che Muse abbia causato la carenza di offerta segnalata da Intel. 9
Il 2 ottobre, le rilevazioni di mercato disponibili indicavano Intel in rialzo del 4,17% alle 14:36, ora della costa orientale degli Stati Uniti; AMD ha chiuso in rialzo del 2,95% e Arm del 5,18%. Le rilevazioni non si riferiscono tutte allo stesso momento della seduta, quindi non vanno lette come una tabella di prezzi di chiusura direttamente confrontabili. 40
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Le stime degli analisti offrivano un altro punto di riferimento, ma con un margine d’incertezza considerevole. Una rilevazione del 2 ottobre riportava per Intel un prezzo obiettivo medio di 114,54 dollari, con stime comprese tra 75 e 200 dollari tra gli analisti considerati. Sono previsioni, non garanzie: l’ampiezza dell’intervallo ricorda che l’interesse per la domanda di CPU legata all’IA non elimina le incertezze sulle prospettive di Intel. 44
La spiegazione di Tan combina una trasformazione della domanda e limiti dell’offerta: l’inferenza e gli agenti IA possono aggiungere lavoro ai sistemi basati su CPU, ma Intel non riesce al momento a evadere tutte le richieste ricevute. La disponibilità di substrati e la capacità produttiva complessiva rendono più difficile aumentare l’offerta. La proposta di Intel nel settore foundry è un argomento di lungo periodo a favore di più opzioni produttive, non la prova che la carenza immediata sia risolta. 1
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Il CEO di Intel, Lip Bu Tan, ha dichiarato che l’azienda riesce a coprire solo circa metà della domanda di CPU dei clienti.
Il CEO di Intel, Lip Bu Tan, ha dichiarato che l’azienda riesce a coprire solo circa metà della domanda di CPU dei clienti. La diffusione dell’inferenza e degli agenti IA può aumentare il lavoro affidato alle CPU, che affiancano le GPU senza sostituirle.
La scarsità di substrati e i limiti produttivi complicano l’aumento dell’offerta; la proposta foundry di Intel punta a diversificare la produzione, non a risolvere subito la carenza.