Il viaggio di Karl Bushby non è stato una camminata ininterrotta durata 28 anni. L’ex paracadutista britannico partì da Punta Arenas, in Cile, il 1° novembre 1998, con l’obiettivo di raggiungere casa seguendo un percorso senza saltare tappe usando mezzi di trasporto. Il 2 novembre 2026, dopo circa 50.000 chilometri attraverso quattro continenti, è arrivato a casa della madre Angela, a Hull, in Inghilterra.
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Le regole del viaggio
Bushby si era imposto due condizioni: non usare mezzi di trasporto per avanzare lungo il percorso e non tornare in Gran Bretagna prima di aver concluso il viaggio. Le regole hanno determinato anche la difficoltà dell’itinerario: per proseguire, ha dovuto affrontare tratti di terra e d’acqua senza aggirare le tappe in auto, in barca o in aereo.
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Non è bastato camminare. Secondo le ricostruzioni, Bushby ha attraversato la giungla del Darién, tra Colombia e Panama, e ha superato i ghiacci instabili dello stretto di Bering. Le fonti confermano questi passaggi, ma non descrivono abbastanza nel dettaglio come si sia orientato o abbia affrontato i rischi nella foresta del Darién.
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Anche la Manica ha rappresentato un ostacolo importante. Non potendo attraversare il tunnel sotto la Manica, Bushby ha nuotato dalla Francia alla Gran Bretagna in una traversata durata più giorni; da lì ha ripreso il cammino verso Hull.
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Perché ci sono voluti 28 anni
L’impresa è stata interrotta più volte da ostacoli pratici e amministrativi. Tra i fattori che hanno rallentato Bushby, le cronache citano le restrizioni sui visti, la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia di Covid-19.
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Quando non poteva proseguire, si fermava invece di abbandonare il percorso. L’Associated Press ha riferito che spesso attendeva in Messico, per poi ripartire dal punto in cui si era fermato. Nel resoconto della spedizione si legge che la crisi finanziaria fece perdere all’impresa sponsor importanti e che tra il 2008 e il 2010 il viaggio rimase in sospeso mentre Bushby si trovava in Messico.
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Le pause aiutano a capire perché un itinerario concepito come un percorso continuo si sia trasformato in un’impresa durata quasi tre decenni. La regola centrale era non avanzare con mezzi di trasporto, non camminare tutti i giorni senza interruzioni.
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Il ritorno a Hull
Il Comune di Hull aveva invitato residenti e visitatori a riunirsi in Queen Victoria Square il 2 novembre 2026 per accogliere Bushby. Secondo le cronache, fino a 1.000 persone hanno applaudito il suo arrivo; dopo il saluto pubblico, l’avventuriero ha percorso a piedi l’ultimo tratto fino alla casa della madre.
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Lì ha riabbracciato Angela, che lo ha accolto chiedendogli: «Dove sei stato?». Secondo l’Associated Press, ha anche ritrovato il figlio Adam e incontrato per la prima volta la nipote di 12 anni.
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Il finale ha riportato al centro l’idea che aveva guidato tutta l’impresa: tornare a casa seguendo il percorso fino in fondo, senza usare mezzi di trasporto per avanzare. Bushby ha completato il viaggio camminando e nuotando.
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