Tesla si è avvicinata al miliardo di dollari in Bitcoin senza doverne acquistare altri: è salito il valore di mercato delle monete che già deteneva. Una stima del 23 settembre 2026 valutava i suoi 11.509 BTC circa 994,9 milioni di dollari, ossia 122,6 milioni in più rispetto a una settimana prima, mentre Bitcoin guadagnava circa il 14%. Non si tratta di denaro incassato da Tesla.
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Perché la quota valeva quasi un miliardo
Nei documenti societari Tesla indicava 11.509 BTC sia al 31 dicembre 2025 sia al 30 giugno 2026. A parità di quantità, il valore stimato della posizione varia soprattutto con la quotazione di Bitcoin. La soglia del miliardo, peraltro, non sarebbe una prima volta: a fine 2025 Tesla attribuiva agli stessi BTC un valore di 1,007 miliardi di dollari.
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Conta anche il momento in cui viene rilevato il prezzo. Mentre la stima del 23 settembre collocava la quota a soli 5,1 milioni di dollari dal miliardo, un altro monitoraggio di settembre la valutava intorno a 969 milioni.
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Cosa ha alimentato il rialzo di Bitcoin
Le liquidazioni degli short hanno accelerato la salita. Quando il prezzo è aumentato, alcune posizioni a leva aperte per scommettere su un ribasso sono state chiuse forzatamente. Un articolo del 21 settembre, basato su dati CoinGlass, riportava oltre 557 milioni di dollari di liquidazioni di short su Bitcoin nelle 24 ore precedenti. È una spinta che può esaurirsi una volta chiuse quelle posizioni.
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Gli ETF spot hanno segnalato anche nuovi afflussi. Si tratta di fondi negoziati in Borsa negli Stati Uniti che offrono esposizione al prezzo di Bitcoin. Il 21 settembre hanno registrato 998,95 milioni di dollari di afflussi netti, il dato giornaliero più alto dall’ottobre 2025 secondo The Block. Gli acquisti attraverso questi fondi aiutano a spiegare perché il movimento non fosse soltanto una short squeeze, ma una singola giornata di afflussi non garantisce che la domanda duri.
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Il contesto resta contrastato: il recupero delle criptovalute è avvenuto nonostante rendimenti obbligazionari in aumento e una politica monetaria più restrittiva. Bitcoin ha superato brevemente gli 87.000 dollari, per poi scendere sotto gli 85.000 il 23 settembre: oscillazioni che cambiano rapidamente anche il valore attribuito alla quota di Tesla.
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Che cosa significa per il bilancio di Tesla
Tesla annunciò un investimento iniziale di 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin nel 2021, ma vendette circa tre quarti delle monete nel 2022. Per valutare la posizione rimasta non va quindi usato l’intero esborso iniziale: nei documenti societari il costo di acquisizione degli attuali 11.509 BTC è pari a 386 milioni di dollari.
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La stima di 994,9 milioni del 23 settembre era dunque circa 609 milioni di dollari sopra quel costo. È una differenza non realizzata sulle monete ancora detenute, non il profitto complessivo delle operazioni di Tesla in Bitcoin né il ricavato di una vendita. Le regole contabili applicabili prevedono che le criptoattività idonee siano valutate al valore equo in bilancio e che le variazioni confluiscano nei risultati di ciascun periodo di rendicontazione. Una stima di mercato di settembre, da sola, non è un utile trimestrale già comunicato.
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Per restare vicino al miliardo servirà che il prezzo tenga. Gli afflussi negli ETF potrebbero sostenere la domanda anche dopo l’esaurimento delle liquidazioni degli short, ma in passato si sono invertiti e i rendimenti più elevati restano un possibile ostacolo. Finché Tesla manterrà 11.509 BTC, il valore della sua posizione continuerà a muoversi con il mercato; gli effetti contabili dipenderanno dai valori rilevati nei successivi periodi di rendicontazione.
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