Il 18 ottobre Bitcoin ha perso lo 0,85%, a 80.967 dollari. TokenPost ha stimato un calo del 4,85% per la capitalizzazione complessiva del mercato crypto e una dominance di BTC al 60,3%: una tenuta relativa, non la pro...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Bitcoin’s resilience near $81,000 on Sunday, October 18, contrast with the broader crypto sell-off, including its less-than-1% daily. Article summary: Bitcoin’s resilience was relative, not evidence that crypto had stabilized: it was holding up better than altcoins while market participation weakened and leveraged positions remained vulnerable. Available reporting supp. Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
Bitcoin ha perso meno del mercato crypto nel complesso domenica 18 ottobre 2026, ma la sua tenuta relativa non significava che la svendita fosse finita. Nella rilevazione delle 17:00 ET di TokenPost, BTC era in calo dello 0,85% a 80.967 dollari, contro una flessione del 4,85% della capitalizzazione totale del mercato; la dominance di Bitcoin era al 60,3%.12 Una rilevazione separata mostrava ribassi per la maggior parte dei principali asset non stablecoin.
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Il calo più contenuto di Bitcoin rispetto a quello riportato per il mercato nel suo insieme indica una resilienza relativa all’interno del comparto. La dominance al 60,3% mostra inoltre quanto valore di mercato fosse concentrato in BTC in quel momento.12 Il dato, però, non dimostra né che Bitcoin fosse immune alle vendite né che gli investitori lo stessero trattando come un bene rifugio.
Le cifre sono fotografie scattate in momenti diversi, non una rilevazione unica e sincronizzata. Per esempio, un altro aggiornamento delle 16:00 ET indicava Bitcoin in calo dello 0,87%, a 80.815 dollari, ed Ether in flessione del 3,35%, a 2.335 dollari.22 Orari e metriche differenti possono produrre variazioni percentuali diverse: è più corretto leggere questi dati come indicazioni della direzione generale, non come misure direttamente confrontabili.
Nella rilevazione delle 16:00 ET, 81 dei 90 principali asset non stablecoin erano in territorio negativo. Pump.fun registrava il calo più marcato del gruppo, pari al 13,39%.22 L’ampiezza dei ribassi è significativa: la pressione non riguardava un singolo token, anche se la perdita di Bitcoin era relativamente modesta.
TokenPost ha inoltre riportato liquidazioni per 294 milioni di dollari nell’arco di 24 ore su Binance, Bybit e OKX; 249 milioni riguardavano posizioni long.12 Si tratta di circa l’85% del totale. Le liquidazioni chiudono automaticamente le posizioni a leva quando vengono raggiunte determinate soglie: se molti investitori sono posizionati al rialzo, una discesa dei prezzi può quindi innescare ulteriori vendite forzate.
Un livello di prezzo può attirare l’attenzione senza costituire un supporto affidabile. In una rilevazione, OwlChart individuava a 80.375 dollari un livello di liquidazione vicino, circa l’1,6% sotto il prezzo di Bitcoin indicato allora, pari a 81.678 dollari. La stessa fonte avvertiva che il suo segnale direzionale aveva individuato la direzione corretta nel 47,9% dei casi su 934 previsioni concluse: un risultato vicino al caso. Il livello va quindi inteso come indicatore del posizionamento, non come previsione.2
Un’altra notizia descriveva una posizione long su Bitcoin da 97,87 milioni di dollari su Hyperliquid, aperta con leva isolata 40x. Il prezzo di liquidazione stimato era appena l’1,59% sotto il prezzo di mercato del momento.49 Era una posizione individuale, non una misura dell’intero mercato, ma mostra quanto una leva elevata possa essere vulnerabile anche a oscillazioni limitate.
Anche i segnali sulla domanda invitavano alla cautela. Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin — fondi negoziati in borsa che detengono BTC — avevano registrato deflussi netti per quasi 910 milioni di dollari in due settimane. Un’altra rilevazione collocava Bitcoin sotto il prezzo medio d’acquisto stimato degli investitori in questi ETF, pari a circa 82.300 dollari.36 Questi dati non indicano dove andrà il prezzo, ma aiutano a capire perché la tenuta relativa di BTC non bastasse, da sola, a dimostrare un forte ritorno degli acquirenti.
Il 18 ottobre Bitcoin appariva più solido di molti altri asset crypto: la perdita era minore e la dominance si attestava al 60,3%. Ma i ribassi diffusi tra i principali token, le consistenti liquidazioni di posizioni long e le posizioni a leva vicine alla soglia di chiusura indicavano un mercato ancora fragile. Bitcoin stava scendendo meno, non necessariamente era al riparo da un’ulteriore flessione.
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Il 18 ottobre Bitcoin ha perso lo 0,85%, a 80.967 dollari. TokenPost ha stimato un calo del 4,85% per la capitalizzazione complessiva del mercato crypto e una dominance di BTC al 60,3%: una tenuta relativa, non la pro...
Il 18 ottobre Bitcoin ha perso lo 0,85%, a 80.967 dollari. TokenPost ha stimato un calo del 4,85% per la capitalizzazione complessiva del mercato crypto e una dominance di BTC al 60,3%: una tenuta relativa, non la pro... Le perdite erano diffuse: in una rilevazione 81 dei 90 principali asset crypto non stablecoin erano in calo.
Il 18 ottobre Bitcoin ha perso lo 0,85%, a 80.967 dollari. TokenPost ha stimato un calo del 4,85% per la capitalizzazione complessiva del mercato crypto e una dominance di BTC al 60,3%: una tenuta relativa, non la pro...
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Bitcoin ha perso meno del mercato crypto nel complesso domenica 18 ottobre 2026, ma la sua tenuta relativa non significava che la svendita fosse finita. Nella rilevazione delle 17:00 ET di TokenPost, BTC era in calo dello 0,85% a 80.967 dollari, contro una flessione del 4,85% della capitalizzazione totale del mercato; la dominance di Bitcoin era al 60,3%.12 Una rilevazione separata mostrava ribassi per la maggior parte dei principali asset non stablecoin.
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Il calo più contenuto di Bitcoin rispetto a quello riportato per il mercato nel suo insieme indica una resilienza relativa all’interno del comparto. La dominance al 60,3% mostra inoltre quanto valore di mercato fosse concentrato in BTC in quel momento.12 Il dato, però, non dimostra né che Bitcoin fosse immune alle vendite né che gli investitori lo stessero trattando come un bene rifugio.
Le cifre sono fotografie scattate in momenti diversi, non una rilevazione unica e sincronizzata. Per esempio, un altro aggiornamento delle 16:00 ET indicava Bitcoin in calo dello 0,87%, a 80.815 dollari, ed Ether in flessione del 3,35%, a 2.335 dollari.22 Orari e metriche differenti possono produrre variazioni percentuali diverse: è più corretto leggere questi dati come indicazioni della direzione generale, non come misure direttamente confrontabili.
Nella rilevazione delle 16:00 ET, 81 dei 90 principali asset non stablecoin erano in territorio negativo. Pump.fun registrava il calo più marcato del gruppo, pari al 13,39%.22 L’ampiezza dei ribassi è significativa: la pressione non riguardava un singolo token, anche se la perdita di Bitcoin era relativamente modesta.
TokenPost ha inoltre riportato liquidazioni per 294 milioni di dollari nell’arco di 24 ore su Binance, Bybit e OKX; 249 milioni riguardavano posizioni long.12 Si tratta di circa l’85% del totale. Le liquidazioni chiudono automaticamente le posizioni a leva quando vengono raggiunte determinate soglie: se molti investitori sono posizionati al rialzo, una discesa dei prezzi può quindi innescare ulteriori vendite forzate.
Un livello di prezzo può attirare l’attenzione senza costituire un supporto affidabile. In una rilevazione, OwlChart individuava a 80.375 dollari un livello di liquidazione vicino, circa l’1,6% sotto il prezzo di Bitcoin indicato allora, pari a 81.678 dollari. La stessa fonte avvertiva che il suo segnale direzionale aveva individuato la direzione corretta nel 47,9% dei casi su 934 previsioni concluse: un risultato vicino al caso. Il livello va quindi inteso come indicatore del posizionamento, non come previsione.2
Un’altra notizia descriveva una posizione long su Bitcoin da 97,87 milioni di dollari su Hyperliquid, aperta con leva isolata 40x. Il prezzo di liquidazione stimato era appena l’1,59% sotto il prezzo di mercato del momento.49 Era una posizione individuale, non una misura dell’intero mercato, ma mostra quanto una leva elevata possa essere vulnerabile anche a oscillazioni limitate.
Anche i segnali sulla domanda invitavano alla cautela. Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin — fondi negoziati in borsa che detengono BTC — avevano registrato deflussi netti per quasi 910 milioni di dollari in due settimane. Un’altra rilevazione collocava Bitcoin sotto il prezzo medio d’acquisto stimato degli investitori in questi ETF, pari a circa 82.300 dollari.36 Questi dati non indicano dove andrà il prezzo, ma aiutano a capire perché la tenuta relativa di BTC non bastasse, da sola, a dimostrare un forte ritorno degli acquirenti.
Il 18 ottobre Bitcoin appariva più solido di molti altri asset crypto: la perdita era minore e la dominance si attestava al 60,3%. Ma i ribassi diffusi tra i principali token, le consistenti liquidazioni di posizioni long e le posizioni a leva vicine alla soglia di chiusura indicavano un mercato ancora fragile. Bitcoin stava scendendo meno, non necessariamente era al riparo da un’ulteriore flessione.
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Il 18 ottobre Bitcoin ha perso lo 0,85%, a 80.967 dollari. TokenPost ha stimato un calo del 4,85% per la capitalizzazione complessiva del mercato crypto e una dominance di BTC al 60,3%: una tenuta relativa, non la pro... Le perdite erano diffuse: in una rilevazione 81 dei 90 principali asset crypto non stablecoin erano in calo.