Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa. Una giornata a tre sigma è estrema rispetto alla volatilità recente — calcolata su una finestra mobile di 30 giorni —...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Bitcoin record more extreme daily price moves through October 9, 2026, than during its 2018 bear market despite substantially lower. Article summary: There is no contradiction: Bitcoin’s “extreme” moves are measured relative to its recent volatility, not against a fixed percentage threshold. It reportedly recorded 10 three-sigma days through October 9, 2026, versus ei. Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fak
Il 2026 di Bitcoin presenta un apparente paradosso: fino al 9 ottobre la criptovaluta ha segnato 10 giornate con variazioni di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 registrate nell’intero 2018. Eppure la volatilità annualizzata è stata di circa il 46%, ben al di sotto dell’84% del 2018.3
5
I due dati possono coesistere perché misurano aspetti diversi. Il conteggio delle giornate estreme confronta ogni movimento con la volatilità recente; la volatilità annualizzata, invece, riassume l’ampiezza delle oscillazioni su un periodo più ampio. Inoltre, il dato del 2026 si ferma al 9 ottobre, mentre quello del 2018 copre l’intero anno: non è quindi un confronto tra due periodi di uguale durata.
Nel metodo riportato, si conta una giornata in cui il prezzo si muove di almeno tre deviazioni standard rispetto al suo andamento recente, stimato usando la volatilità dei 30 giorni precedenti. La soglia è quindi relativa: cambia con la volatilità di riferimento e non corrisponde a una variazione percentuale fissa.4
5
Questo aiuta a capire perché più giornate possano superare la soglia anche se i movimenti, in valore assoluto, sono meno ampi. Le variazioni tipiche associate a queste giornate sono state di circa il 7% nel 2026, contro il 10% nel 2018.9
Anche il calo di circa il 73% registrato da Bitcoin nel 2018 descrive un fenomeno diverso: è la perdita cumulata nell’arco dell’anno. Il conteggio delle giornate a tre sigma, invece, include movimenti eccezionali sia al rialzo sia al ribasso.5
In una distribuzione normale, con media e deviazione standard fisse, circa lo 0,27% delle osservazioni ricade oltre tre deviazioni standard dalla media, considerando entrambe le code. In altre parole, circa una osservazione su 370: un utile riferimento matematico, ma non una previsione per Bitcoin.
Il paragone ha dei limiti. Presuppone una distribuzione stabile e parametri fissi, mentre la misura usata per Bitcoin si basa su una finestra mobile: la soglia cambia nel tempo. Se i rendimenti non seguono una distribuzione normale o il loro comportamento muta, quel riferimento non descrive in modo affidabile la frequenza effettiva dei movimenti estremi.
Il numero di giornate a tre sigma segnala una discrepanza tra condizioni mediamente più tranquille e singoli movimenti molto ampi rispetto a quelle condizioni. Da solo, però, non dimostra che il rischio complessivo di Bitcoin sia più alto che nel 2018, né spiega che cosa abbia causato ogni singolo movimento.
Da inizio 2024, un confronto ha contato 26 giornate a tre sigma per Bitcoin, contro 16 per l’S&P 500, 12 per l’oro e 8 per Nvidia.7 Sono conteggi, non misure della perdita potenziale o un confronto completo del rischio tra attività finanziarie.
Alcuni episodi mostrano che fattori diversi possono accompagnare movimenti bruschi. Un resoconto ha collegato una flessione di ottobre all’aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury, insieme alle liquidazioni di posizioni rialziste a leva.19 In agosto, Glassnode ha descritto invece una liquidazione record di posizioni corte, accompagnata da un rialzo del 26% dai minimi di metà mese.
27 Gli esempi mostrano che gli scossoni possono verificarsi in entrambe le direzioni; non provano che un singolo fattore spieghi tutte le giornate a tre sigma.
Le informazioni disponibili, inoltre, non dimostrano che la vendita di strategie covered call abbia causato il conteggio del 2026. Le strategie in opzioni e le posizioni molto affollate possono influire sulle dinamiche di mercato, ma attribuire loro un ruolo causale richiederebbe prove che le colleghino ai singoli movimenti.
Una stima della volatilità riassume le oscillazioni tipiche nell’intervallo considerato: può scendere anche se alcune giornate restano estreme rispetto a quella stima. A metà agosto, per esempio, VanEck indicava per Bitcoin una volatilità realizzata a 30 giorni del 27,2% su base annualizzata, contro una media di lungo periodo vicina all’80%.37 È una fotografia di breve periodo, non direttamente confrontabile con il dato di circa il 46% da inizio anno, perché le finestre di misurazione sono diverse.
Il value at risk (VaR) stima una soglia di perdita a un determinato livello di confidenza: non indica quanto potrebbero essere gravi le perdite oltre quella soglia. L’expected shortfall prova a colmare questa lacuna stimando la perdita media oltre il limite. Entrambe le misure dipendono dai dati e dalle ipotesi del modello e, quando si verificano movimenti eccezionali, nessuna delle due restituisce da sola un quadro completo del rischio.33
Il 29 settembre è stato lanciato su Hyperliquid un contratto legato alla volatilità implicita di Bitcoin, con leva fino a 5x secondo le informazioni pubblicate.49 Lo strumento consente di prendere posizione sulle aspettative di volatilità, anziché soltanto sulla direzione del prezzo. La volatilità implicita è quella incorporata nei prezzi di mercato: non garantisce quale sarà la volatilità effettivamente realizzata in seguito.
Il punto pratico è semplice: una volatilità media più bassa non significa che il rischio di movimenti ampi sia scomparso. I conteggi a tre sigma, gli episodi di liquidazione e i prodotti legati alla volatilità descrivono aspetti diversi del mercato; nessuno, preso da solo, permette di stabilire quanto sarà grande una futura perdita.
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Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa.
Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa. Una giornata a tre sigma è estrema rispetto alla volatilità recente — calcolata su una finestra mobile di 30 giorni — non necessariamente per la dimensione percentuale del movimento.
Il dato invita alla cautela: una volatilità media più bassa non significa che siano scomparsi i movimenti improvvisi o il rischio di perdite molto ampie.
Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa. Una giornata a tre sigma è estrema rispetto alla volatilità recente — calcolata su una finestra mobile di 30 giorni —...
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Il 2026 di Bitcoin presenta un apparente paradosso: fino al 9 ottobre la criptovaluta ha segnato 10 giornate con variazioni di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 registrate nell’intero 2018. Eppure la volatilità annualizzata è stata di circa il 46%, ben al di sotto dell’84% del 2018.3
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I due dati possono coesistere perché misurano aspetti diversi. Il conteggio delle giornate estreme confronta ogni movimento con la volatilità recente; la volatilità annualizzata, invece, riassume l’ampiezza delle oscillazioni su un periodo più ampio. Inoltre, il dato del 2026 si ferma al 9 ottobre, mentre quello del 2018 copre l’intero anno: non è quindi un confronto tra due periodi di uguale durata.
Nel metodo riportato, si conta una giornata in cui il prezzo si muove di almeno tre deviazioni standard rispetto al suo andamento recente, stimato usando la volatilità dei 30 giorni precedenti. La soglia è quindi relativa: cambia con la volatilità di riferimento e non corrisponde a una variazione percentuale fissa.4
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Questo aiuta a capire perché più giornate possano superare la soglia anche se i movimenti, in valore assoluto, sono meno ampi. Le variazioni tipiche associate a queste giornate sono state di circa il 7% nel 2026, contro il 10% nel 2018.9
Anche il calo di circa il 73% registrato da Bitcoin nel 2018 descrive un fenomeno diverso: è la perdita cumulata nell’arco dell’anno. Il conteggio delle giornate a tre sigma, invece, include movimenti eccezionali sia al rialzo sia al ribasso.5
In una distribuzione normale, con media e deviazione standard fisse, circa lo 0,27% delle osservazioni ricade oltre tre deviazioni standard dalla media, considerando entrambe le code. In altre parole, circa una osservazione su 370: un utile riferimento matematico, ma non una previsione per Bitcoin.
Il paragone ha dei limiti. Presuppone una distribuzione stabile e parametri fissi, mentre la misura usata per Bitcoin si basa su una finestra mobile: la soglia cambia nel tempo. Se i rendimenti non seguono una distribuzione normale o il loro comportamento muta, quel riferimento non descrive in modo affidabile la frequenza effettiva dei movimenti estremi.
Il numero di giornate a tre sigma segnala una discrepanza tra condizioni mediamente più tranquille e singoli movimenti molto ampi rispetto a quelle condizioni. Da solo, però, non dimostra che il rischio complessivo di Bitcoin sia più alto che nel 2018, né spiega che cosa abbia causato ogni singolo movimento.
Da inizio 2024, un confronto ha contato 26 giornate a tre sigma per Bitcoin, contro 16 per l’S&P 500, 12 per l’oro e 8 per Nvidia.7 Sono conteggi, non misure della perdita potenziale o un confronto completo del rischio tra attività finanziarie.
Alcuni episodi mostrano che fattori diversi possono accompagnare movimenti bruschi. Un resoconto ha collegato una flessione di ottobre all’aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury, insieme alle liquidazioni di posizioni rialziste a leva.19 In agosto, Glassnode ha descritto invece una liquidazione record di posizioni corte, accompagnata da un rialzo del 26% dai minimi di metà mese.
27 Gli esempi mostrano che gli scossoni possono verificarsi in entrambe le direzioni; non provano che un singolo fattore spieghi tutte le giornate a tre sigma.
Le informazioni disponibili, inoltre, non dimostrano che la vendita di strategie covered call abbia causato il conteggio del 2026. Le strategie in opzioni e le posizioni molto affollate possono influire sulle dinamiche di mercato, ma attribuire loro un ruolo causale richiederebbe prove che le colleghino ai singoli movimenti.
Una stima della volatilità riassume le oscillazioni tipiche nell’intervallo considerato: può scendere anche se alcune giornate restano estreme rispetto a quella stima. A metà agosto, per esempio, VanEck indicava per Bitcoin una volatilità realizzata a 30 giorni del 27,2% su base annualizzata, contro una media di lungo periodo vicina all’80%.37 È una fotografia di breve periodo, non direttamente confrontabile con il dato di circa il 46% da inizio anno, perché le finestre di misurazione sono diverse.
Il value at risk (VaR) stima una soglia di perdita a un determinato livello di confidenza: non indica quanto potrebbero essere gravi le perdite oltre quella soglia. L’expected shortfall prova a colmare questa lacuna stimando la perdita media oltre il limite. Entrambe le misure dipendono dai dati e dalle ipotesi del modello e, quando si verificano movimenti eccezionali, nessuna delle due restituisce da sola un quadro completo del rischio.33
Il 29 settembre è stato lanciato su Hyperliquid un contratto legato alla volatilità implicita di Bitcoin, con leva fino a 5x secondo le informazioni pubblicate.49 Lo strumento consente di prendere posizione sulle aspettative di volatilità, anziché soltanto sulla direzione del prezzo. La volatilità implicita è quella incorporata nei prezzi di mercato: non garantisce quale sarà la volatilità effettivamente realizzata in seguito.
Il punto pratico è semplice: una volatilità media più bassa non significa che il rischio di movimenti ampi sia scomparso. I conteggi a tre sigma, gli episodi di liquidazione e i prodotti legati alla volatilità descrivono aspetti diversi del mercato; nessuno, preso da solo, permette di stabilire quanto sarà grande una futura perdita.
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Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa.
Fino al 9 ottobre 2026 Bitcoin ha registrato 10 giornate con movimenti di almeno tre deviazioni standard, contro le 8 dell’intero 2018; la volatilità annualizzata è però scesa dall’84% al 46% circa. Una giornata a tre sigma è estrema rispetto alla volatilità recente — calcolata su una finestra mobile di 30 giorni — non necessariamente per la dimensione percentuale del movimento.
Il dato invita alla cautela: una volatilità media più bassa non significa che siano scomparsi i movimenti improvvisi o il rischio di perdite molto ampie.