UBS starebbe valutando diverse opzioni nel caso in cui le nuove regole svizzere sul capitale risultassero troppo severe. Tra gli scenari riferiti figurano il trasferimento della sede, una fusione con un’altra banca, l’acquisto di istituti più piccoli negli Stati Uniti o persino un’acquisizione di UBS. Secondo le fonti citate nelle notizie, però, non ci sono trattative in corso.
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Al centro dello scontro c’è la quantità di capitale che UBS dovrebbe accantonare a fronte delle proprie controllate estere. Il Consiglio degli Stati, la camera alta del Parlamento svizzero, ha sostenuto una soglia del 90%. I legislatori devono ora trovare un equilibrio: rendere il sistema bancario più solido senza rendere la Svizzera una base meno attrattiva per UBS o prolungare l’incertezza con un referendum.
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Quali alternative starebbe esaminando UBS
La pianificazione riportata è condizionata all’esito delle regole. Reuters riferisce che UBS starebbe considerando un trasferimento della sede o una fusione se i requisiti finali fossero giudicati eccessivamente rigidi. Tra le possibilità valutate ci sarebbero anche l’individuazione di piccole banche statunitensi da acquistare e l’eventualità che UBS stessa venga rilevata. Le stesse fonti precisano che non sono in corso trattative.
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La distinzione è importante: preparare scenari non significa aver deciso di lasciare la Svizzera, aver scelto una nuova destinazione o aver avviato negoziati per un’operazione. Secondo le notizie, il Regno Unito ha prospettato Londra come possibile sede e piazza di quotazione nel caso in cui UBS si trasferisse, ma questo non prova che la banca abbia deciso di farlo.
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È stato inoltre riferito che UBS vorrebbe restare in Svizzera. Allo stesso tempo, il suo importante azionista Artisan Partners ha invitato la banca a valutare l’uscita dal Paese, aggiungendo pressione da parte degli investitori al dibattito normativo.
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Cosa cambierebbe con la proposta sul capitale
Il Consiglio degli Stati ha votato a favore di una copertura del 90% delle controllate estere di UBS con capitale Common Equity Tier 1 (CET1), una componente patrimoniale di base. Reuters ha riferito che il voto è stato più severo di quanto molti analisti politici si aspettassero e che, secondo una stima di UBS, la misura potrebbe richiedere circa 18 miliardi di dollari di capitale aggiuntivo.
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Le notizie riportano anche una stima diversa dell’onere aggiuntivo: un resoconto lo quantifica in circa 16 miliardi di dollari. È quindi più corretto considerare queste cifre come stime, non come un importo unico e definitivo.
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Esponenti di centrodestra hanno discusso un compromesso al 75%, inferiore alla soglia del 90% sostenuta dalla camera alta. L’ipotesi mostra il tentativo di trovare una via intermedia, ma non anticipa quale sarà la decisione finale della Camera bassa, il Consiglio nazionale.
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Perché il trasferimento è sul tavolo, ma non è scontato
I dirigenti di UBS hanno messo in guardia contro norme che considerano eccessivamente severe. L’amministratore delegato Sergio Ermotti ha chiesto ai legislatori di non imporre requisiti patrimoniali troppo rigidi; il presidente Colm Kelleher ha indicato che la banca dovrebbe valutare un trasferimento della sede se le regole le impedissero di competere con i concorrenti internazionali.
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Le autorità svizzere sostengono invece che l’uscita non sia inevitabile. La ministra delle Finanze Karin Keller-Sutter ha affermato che trasferirsi sarebbe più costoso e complesso sul piano giuridico rispetto a restare. Reuters ha riferito che considera improbabile un trasferimento.
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Il dilemma è evidente: regole più severe mirano a rispondere alle preoccupazioni sulla solidità del sistema bancario dopo il collasso di Credit Suisse nel 2023, ma potrebbero indurre UBS a riconsiderare la Svizzera come propria base. Una soluzione più indulgente, d’altra parte, potrebbe esporre la riforma a un referendum e prolungare l’incertezza.
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I prossimi passaggi
Reuters ha riferito che una commissione della Camera bassa avrebbe dovuto iniziare a discutere le regole bancarie il 26 ottobre. Altre notizie indicavano che il Consiglio nazionale avrebbe esaminato a dicembre la proposta di compromesso al 75%. Il contenuto finale e i tempi della legge restano comunque incerti.
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Per ora, le informazioni disponibili consentono una conclusione prudente: UBS starebbe preparando diversi scenari mentre prosegue l’iter legislativo svizzero. Trasferimento, fusione, acquisto di una banca statunitense o acquisizione di UBS sono possibilità ipotetiche, non piani confermati né operazioni in corso.
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