Il problema, quindi, non riguarda soltanto la possibilità di modificare fisicamente gli occhiali. Chi si trova nei paraggi dovrebbe poter notare il segnale, interpretarlo, fidarsi del suo corretto funzionamento e avere il tempo di opporsi prima che le immagini vengano catturate o condivise. Un indicatore tecnico può scoraggiare alcuni abusi, ma non equivale al consenso informato.
Meta ha aggiunto una protezione software agli occhiali di seconda generazione. Se il dispositivo rileva che il LED di registrazione è stato coperto, alterato fisicamente o distrutto, dovrebbe disattivare la fotocamera. L’aggiornamento amplia una misura precedente, pensata per impedire la registrazione quando la luce viene oscurata. 9E
È un miglioramento concreto sul piano della sicurezza, perché elimina una via immediata alla registrazione clandestina: disabilitare il segnale visibile lasciando attiva la fotocamera. Meta ha anche dichiarato che interverrà contro gli annunci e le attività di marketplace legati alle modifiche capaci di neutralizzare l’indicatore. EG
L’aggiornamento, però, non risolve ogni problema di fiducia. Non può rendere una piccola luce visibile in qualsiasi ambiente, impedire a chi indossa gli occhiali di registrare quando nessuno nota il segnale né cancellare i danni dopo la cattura e la diffusione di un video. CBS News ha inoltre riferito di un test in cui coprire la luce dopo l’avvio della registrazione non sembrava interrompere la cattura. Meta ha precisato che il rilevamento delle manomissioni è progettato per agire prima dell’inizio della registrazione. C
La reazione ha spostato parte della responsabilità anche sui social network. Instagram ha dichiarato che rimuoverà i contenuti che sfruttano o molestano le persone, inclusi i video in stile “pickup” registrati con smart glasses. Sono state inoltre segnalate la disattivazione di account importanti e misure contro creator associati a questo tipo di materiale. FP
L’obiettivo è ridurre l’incentivo a pubblicare filmati umilianti per ottenere visualizzazioni. Ma la moderazione interviene a valle: non può impedire una registrazione privata, la successiva condivisione su un’altra piattaforma o il danno provocato prima della rimozione del post. La sfida per la privacy comincia nel momento in cui il contenuto viene catturato, non soltanto quando viene pubblicato.
Organizzatori e aziende non devono necessariamente aspettare una nuova legge dedicata a questa tecnologia per decidere cosa sia accettabile nei propri spazi. Monopoly Events, società che organizza eventi Comic-Con nel Regno Unito, ha vietato gli occhiali di Meta e altri dispositivi indossabili capaci di registrare dopo che alcuni ospiti hanno detto che le riprese segrete li avrebbero resi meno propensi a tornare. B
Anche DEF CON ha vietato gli occhiali “in stile Meta” dotati di funzioni di registrazione, compreso il loro utilizzo come occhiali da vista. T La catena di pub Wetherspoon ha invece vietato la funzione di registrazione nei propri locali, richiamando la regola già in vigore contro le riprese di clienti o dipendenti senza permesso. I
Queste decisioni mostrano quando la privacy diventa un problema commerciale immediato. Convention, pub, luoghi di lavoro, scuole, palestre, strutture sanitarie e riunioni riservate dipendono dalla sensazione di poter partecipare senza essere registrati. Se un dispositivo mette in discussione questa aspettativa, una struttura può preferire un divieto semplice invece di dover capire se ogni paio di occhiali stia registrando in quel momento.
La risposta più netta del settore non consiste nel progettare una spia di registrazione migliore, ma nel rimuovere del tutto la fotocamera rivolta verso l’esterno.
Even Realities ha presentato i propri occhiali con display come strumenti per la produttività, senza fotocamere né altoparlanti, sottolineando proprio l’assenza di registrazione come modo per ridurre l’attrito sociale. T MemoMind One di XGIMI segue una direzione simile: integra un display nelle lenti e funzioni come la traduzione, ma non include una fotocamera. BT
Halliday G2 è pensato per l’assistenza nelle riunioni e per le funzioni AI senza acquisizione video. Il suo approccio basato sui microfoni apre naturalmente altre questioni sulla privacy, ma l’assenza di una fotocamera rende il prodotto più facile da spiegare in una sala riunioni. TW
Anche RayNeo iO sceglie la strada senza fotocamera, concentrandosi su sottotitoli, traduzione, note, assistenza AI e visualizzazione delle informazioni nel campo visivo invece che sulla fotografia indossabile. TG
Non si tratta soltanto di un compromesso tecnico. Gli occhiali senza fotocamera possono diventare un segnale di affidabilità: mostrano informazioni a chi li indossa senza puntare una lente verso tutte le persone vicine. Questo può contare più della massima capacità di registrazione in uffici, aule, strutture sanitarie, eventi e altri contesti in cui l’accettazione sociale determina se un prodotto può essere indossato oppure no.
La reazione negativa sulla privacy non va confusa con un crollo della domanda. I dati IDC relativi al primo trimestre del 2026 indicano una rapida crescita degli smart glasses senza display: 2,25 milioni di unità spedite in un solo trimestre, quasi quanto i 2,7 milioni dichiarati per l’intero 2024. La quota del 69,2% attribuita a Meta significa inoltre che le scelte di design e le politiche dell’azienda influenzano il modo in cui il pubblico percepisce l’intera categoria. I
Il mercato si sta quindi dividendo tra due narrazioni di prodotto:
I prodotti con fotocamera conservano un forte vantaggio in termini di comodità. Quelli senza fotocamera, però, possono avere un vantaggio nell’accettazione in tutti i luoghi in cui registrare — anche quando la registrazione è tecnicamente segnalata — non è gradito.
La prossima fase della competizione sugli smart glasses riguarderà la fiducia tanto quanto l’hardware. I produttori dovranno dimostrare che gli indicatori di registrazione sono ben visibili e difficili da aggirare; le piattaforme saranno sottoposte a pressioni crescenti perché intervengano rapidamente sui contenuti abusivi; gli organizzatori continueranno a introdurre regole proprie quando le politiche generiche sul consenso non sembreranno abbastanza chiare.
I produttori di occhiali senza fotocamera, nel frattempo, possono competere progettando dispositivi più facili da accettare per aziende, istituzioni e persone presenti. La loro sfida sarà offrire funzioni AI e display abbastanza utili senza sostituire il problema della fotocamera con pratiche altrettanto poco trasparenti su microfoni, trattamento dei dati nel cloud o tempi di conservazione delle informazioni.
È improbabile che il risultato sia un divieto generale degli occhiali con fotocamera. Più probabilmente, il settore si sta dirigendo verso una divisione più significativa: da una parte dispositivi che chiedono alle persone vicine di fidarsi di un segnale di registrazione; dall’altra dispositivi che eliminano la fotocamera, rendendo più semplice costruire quella fiducia fin dall’inizio.