Il 24 settembre 2026 gli Stati Uniti hanno chiesto al Tribunale dell’UE di poter sostenere i ricorsi di X ed Elon Musk contro la multa da 120 milioni di euro.[1][7] La Commissione contesta a X il sistema delle spunte blu, la scarsa trasparenza dell’archivio pubblicitario e l’accesso negato ai ricercatori ai dati pub...
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Gli Stati Uniti vogliono avere voce nella causa con cui X ed Elon Musk cercano di far annullare una multa europea da 120 milioni di euro. Il 24 settembre 2026 il Dipartimento di Giustizia ha depositato una domanda di intervento davanti al Tribunale dell’Unione europea, a sostegno dei ricorsi contro la decisione della Commissione.1
7 La mossa porta lo scontro tra Washington e Bruxelles sulle regole digitali dentro un procedimento giudiziario già avviato. Non è, però, una vittoria in tribunale: la domanda non prova che gli Stati Uniti siano stati ammessi alla causa, né che la multa sia stata annullata.
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Secondo Brett Shumate, dirigente della divisione civile del Dipartimento di Giustizia, la Commissione avrebbe esteso in modo improprio la propria autorità regolatoria a imprese americane che, nella sua lettura, non rientrano nella sua giurisdizione. È la posizione del governo statunitense, non una conclusione già raggiunta dal Tribunale sui limiti dei poteri dell’UE.30
I procedimenti sostenuti da Washington comprendono X Internet and X Holdings v. Commission e Musk v. Commission. Secondo le notizie pubblicate a febbraio, i ricorsi collegati erano stati depositati il 16 febbraio 2026. Si tratta di cause davanti a un giudice dell’UE: l’intervento richiesto dagli Stati Uniti serve a sostenere la domanda di annullamento, non a imporre una decisione di un tribunale americano alla Commissione.1
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La multa, inflitta il 5 dicembre 2025, è la prima decisione di accertamento di una violazione adottata dalla Commissione nell’ambito del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo sui servizi digitali. Riguarda tre obblighi di trasparenza:32
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Alcuni sostenitori di X descrivono la controversia come una questione di libertà di espressione. Ma le motivazioni dichiarate dalla Commissione per questa multa sono le tre violazioni indicate sopra, non i contenuti di una particolare opinione politica. Nessuna delle due letture, da sola, decide l’esito dei ricorsi.11
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La decisione prevedeva anche passaggi per adeguarsi alle regole: un’analisi giuridica indica 60 giorni lavorativi per affrontare il problema delle spunte blu e 90 giorni lavorativi per presentare un piano relativo alla pubblicità e all’accesso dei ricercatori. A marzo è stato inoltre riferito che X doveva pagare la multa oppure fornire una garanzia finanziaria durante la contestazione. Questi adempimenti non dimostrano, di per sé, che le criticità siano state risolte.14
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Resta al Tribunale valutare i ricorsi contro la decisione della Commissione; la domanda statunitense pone, separatamente, la questione della partecipazione di Washington al giudizio. Anche se ammessa, la sua presenza non annullerebbe automaticamente la multa né stabilirebbe una regola generale che consenta ai governi stranieri di contestare le sanzioni europee.1
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Il 24 settembre 2026 gli Stati Uniti hanno chiesto al Tribunale dell’UE di poter sostenere i ricorsi di X ed Elon Musk contro la multa da 120 milioni di euro.[1][7]
Il 24 settembre 2026 gli Stati Uniti hanno chiesto al Tribunale dell’UE di poter sostenere i ricorsi di X ed Elon Musk contro la multa da 120 milioni di euro.[1][7] La Commissione contesta a X il sistema delle spunte blu, la scarsa trasparenza dell’archivio pubblicitario e l’accesso negato ai ricercatori ai dati pubblici.[32]
La richiesta americana non significa che il Tribunale abbia ammesso gli Stati Uniti nel procedimento né che abbia annullato la sanzione.[1][7]