Per Sony, però, il prezzo non è l’unico elemento in gioco. Tao ha indicato tre punti di forza della piattaforma:
A chi chiedeva come PlayStation potrà distinguersi dal PC in un futuro senza supporti fisici, Tao ha risposto che «il disco in sé non è un fattore di differenziazione». La strategia di Sony punta invece sui contenuti, sull’esperienza più semplice e sull’ottimizzazione tipica delle console .
L’azienda non esclude nemmeno la presenza dei giochi nei negozi. I publisher potranno continuare a vendere confezioni fisiche contenenti un codice per il download: in pratica, «scatole vuote con codici all’interno», come ha spiegato Tao, così da mantenere una presenza sugli scaffali in mercati come quello nordamericano .
Il secondo aumento di prezzo è stato annunciato nel marzo 2026 ed è entrato in vigore negli Stati Uniti il 2 aprile. L’incremento è stato di 100 dollari per i principali modelli: la PS5 Digital Edition è passata a 599 dollari, la versione con disco a 649 dollari e la PS5 Pro a 899 dollari .
Sony ha collegato la decisione all’aumento dei costi dei componenti, in particolare dei chip di memoria. La domanda dei data center dedicati all’intelligenza artificiale sta assorbendo una quota crescente delle forniture di DRAM e NAND, riducendo la disponibilità per l’elettronica di consumo .
La pressione non riguarda soltanto PlayStation. Anche Microsoft, Nintendo, Asus e MSI hanno aumentato i prezzi di alcuni prodotti hardware a causa dello stesso problema. Secondo l’analisi di mercato citata da Kearney, un ritorno completo alla normalità potrebbe arrivare non prima del 2030 .
I numeri mostrano già l’effetto sui volumi: nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2025 Sony ha venduto 1,5 milioni di PS5, il 46% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel complesso, tuttavia, i ricavi annuali della divisione gaming sono rimasti stabili a 4.690 miliardi di yen, pari a circa 29,9 miliardi di dollari .
Il 1° luglio 2026 Sony ha annunciato sul PlayStation Blog che interromperà, a partire dal gennaio 2028, la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi giochi destinati alle console PlayStation .
Dopo quella data, le nuove uscite saranno disponibili:
La modifica non riguarda i giochi già usciti né quelli previsti prima del gennaio 2028: i titoli già pubblicati o in arrivo entro la scadenza continueranno a poter essere distribuiti su disco .
Sony presenta la decisione come il naturale risultato del cambiamento nelle abitudini dei consumatori. Quasi quattro acquisti su cinque di giochi completi su PS5 sono già digitali . Tao ha inoltre sostenuto che il passaggio non dovrebbe avere un impatto sull’attività di PlayStation, perché il digitale è ormai il formato dominante .
La decisione ha però provocato una forte reazione negativa sui social network, nei forum e nei commenti dei siti specializzati. Le principali preoccupazioni riguardano la conservazione dei videogiochi nel lungo periodo, la possibilità di rivendere o prestare un titolo e il maggiore controllo esercitato dai negozi digitali sull’accesso ai contenuti .
Per molti giocatori, acquistare un disco significa possedere una copia concreta del gioco, indipendente — almeno in parte — da un account online o dalla disponibilità di un negozio digitale. Un codice in una confezione, invece, conserva l’aspetto fisico ma non offre lo stesso tipo di proprietà.
Sony ha riconosciuto il malcontento, ma non ha indicato alcun ripensamento. Tao ha dichiarato che l’azienda procederà «con cautela», ribadendo allo stesso tempo che la digitalizzazione dei contenuti è una tendenza più ampia e che il piano andrà avanti . Kotaku ha descritto la protesta come quella di una «consistente componente di fan arrabbiati» ancora contraria alla transizione .
La strategia di Sony si basa su una distinzione precisa: la console non deve più competere con il PC offrendo un supporto fisico, ma proponendo un’esperienza più semplice, stabile e accessibile. In questa prospettiva, il lettore non è il cuore dell’identità PlayStation; lo sono l’hardware ottimizzato, il catalogo e l’ecosistema online.
La scelta segna comunque una svolta per il mercato. The Verge l’ha definita la fine dei dischi fisici PlayStation per i nuovi giochi, mentre CNBC ha parlato di un duro colpo per il settore del gaming su supporto fisico . TechCrunch ed Engadget hanno osservato che la decisione fa pensare a una futura console PlayStation priva di lettore, anche se Sony non ha confermato ufficialmente le caratteristiche di una PS6 .
Microsoft e Xbox non hanno annunciato un piano equivalente. L’ipotesi che possano seguire la stessa strada resta, per ora, una previsione e non una decisione ufficiale .