Al vertice governativo del 4 novembre 2026, il primo ministro Lê Minh Hưng ha indicato il controllo dell’inflazione come priorità per gli ultimi due mesi dell’anno. La linea, ha ribadito, è perseguire una crescita a doppia cifra mantenendo la stabilità macroeconomica: una crescita rapida, ha avvertito, non si traduce in benefici per famiglie ed economia se i prezzi non restano sotto controllo.
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La sfida è già visibile nei dati: l’inflazione media nei primi dieci mesi ha raggiunto il 4,57%, superando il target annuo indicativo di circa il 4,5%.
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30 Allo stesso tempo, commercio, produzione industriale e vendite al dettaglio mostrano un’attività robusta.
Prezzi: che cosa dicono i dati
Secondo l’Ufficio nazionale di statistica del Vietnam, a ottobre l’indice dei prezzi al consumo (IPC) è aumentato dello 0,20% rispetto a settembre. Il dato è salito del 4,41% rispetto a dicembre 2025 e del 5,09% su base annua. Il rialzo mensile è stato legato soprattutto all’aumento dei prezzi interni di benzina e diesel, in scia ai rincari sui mercati internazionali dei carburanti.
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Nell’intero periodo gennaio-ottobre, l’inflazione media misurata dall’IPC è stata del 4,57%; quella di fondo, che esclude alcune voci più volatili o regolamentate, tra cui carburanti, gas, alimentari freschi e servizi sanitari, si è attestata al 4,24%.
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28 Sono misure diverse: il 4,57% è la variazione media su dieci mesi, mentre il 5,09% indica l’aumento dei prezzi di ottobre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Commercio e produzione tengono il passo
Nei primi dieci mesi del 2026, l’economia vietnamita ha registrato risultati significativi in più settori:
- Commercio di merci: esportazioni e importazioni hanno totalizzato 1.010,55 miliardi di dollari, con un aumento del 32,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. È la prima volta che il valore degli scambi di merci supera la soglia dei 1.000 miliardi di dollari.
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- Esportazioni e importazioni: le esportazioni sono ammontate a 499,24 miliardi di dollari (+27,5%) e le importazioni a 511,31 miliardi (+37,4%). La differenza corrisponde a un disavanzo commerciale di circa 12,07 miliardi di dollari.
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- Produzione industriale: l’indice della produzione industriale è cresciuto del 12,4% nei primi dieci mesi, il maggiore aumento in otto anni. A ottobre è salito, secondo le stime, del 2,3% sul mese e del 15% su base annua.
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- Vendite al dettaglio: il loro valore complessivo è aumentato del 13,5% nel periodo gennaio-ottobre.
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- Investimenti e conti pubblici: gli investimenti diretti esteri (IDE) registrati hanno raggiunto 54,85 miliardi di dollari, mentre quelli effettivamente realizzati sono stati 24,08 miliardi. Le entrate del bilancio statale si sono avvicinate a 2.450.000 miliardi di dong, pari al 96,4% della stima annuale; la spesa per investimenti pubblici ha raggiunto 720,5 mila miliardi di dong, il 75,4% del piano assegnato.
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La crescita, senza perdere di vista i prezzi
Nel resoconto della riunione del 4 novembre, l’Agenzia di stampa vietnamita ha riferito che Hưng ha chiesto misure più concrete per sostenere le esportazioni, ridurre il disavanzo commerciale, stimolare gli investimenti privati, rimuovere gli ostacoli per le imprese e aumentare la produttività attraverso scienza, tecnologia e nuovi settori economici.
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I resoconti disponibili confermano queste priorità generali, ma non permettono di attribuire al vertice tutte le indicazioni più specifiche circolate nel dibattito: per esempio, istruzioni dettagliate su singole città, nuove previsioni d’inflazione, gestione valutaria, negoziati commerciali con gli Stati Uniti o campagne per turismo e consumi in vista delle festività. È quindi opportuno non presentarle come direttive accertate sulla base delle informazioni disponibili.
Sul piano economico, il punto di equilibrio è delicato: più investimenti e spesa delle famiglie possono aumentare la domanda di materiali da costruzione, lavoro, energia, trasporti e servizi. Se la domanda cresce più rapidamente dell’offerta, i prezzi possono risentirne; nel tempo, però, investimenti produttivi e forniture affidabili possono ampliare la capacità dell’economia. La sfida è sostenere l’attività senza alimentare la domanda più di quanto l’offerta riesca a soddisfarla, soprattutto con l’inflazione media già oltre il target annuo indicativo.
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I resoconti citano inoltre la disponibilità di carburanti ed elettricità e riduzioni fiscali su carburanti ed energia tra le misure adottate per contenere i prezzi.
1 È in questo contesto che il governo cerca di conciliare la spinta alla crescita con la stabilità del costo della vita.